Intel avrà successo nel settore della guida autonoma. Ci scommetto la mia carriera.

Portare su strada le auto che si guidano da sole sarà il mio traguardo principale

di Doug Davis

Sono oltre 30 anni che mi alzo ogni mattina per andare a lavorare in Intel. Ma mai, in questi 30 anni, mi sono entusiasmato così tanto nel farlo come oggi, essendo a capo del team Intel che si occupa dei veicoli autonomi.

Non fraintendetemi: ho avuto una splendida carriera e ho lavorato su alcuni programmi che hanno avuto un impatto significativo sul mondo che ci circonda. Tuttavia la possibilità di risolvere una delle sfide tecnologiche più complesse del nostro tempo, l’opportunità di aiutare l’industria automobilistica e reinventare i trasporti e la possibilità di salvare un milione di vite ogni anno, sono tutte cose completamente diverse da ciò che ho fatto finora. È il motivo per cui ho posticipato il mio pensionamento.

Ho una fiducia incrollabile sul fatto che Intel avrà successo nel settore della guida autonoma. Possiamo vantare uno straordinario bagaglio di esperienza e la “cassetta degli attrezzi” tecnologica più avanzata al mondo per cogliere questa sfida. Disponiamo delle risorse interne alla nostra azienda, a cui abbiamo aggiunto talenti con esperienza nel settore automotive. I nostri team stanno lavorando al massimo delle possibilità per offrire le innovazioni tecnologiche necessarie. Ecco i nostri punti di forza:

Primo: abbiamo già dimostrato dei progressi significativi.
La tecnologia Intel è in centinaia di veicoli autonomi in test già oggi su strada. Non tutte le case automobilistiche divulgano informazioni sulle aziende che potenziano il “cervello” delle loro auto, per non svelare segreti industriali. In realtà, molte di esse stanno usando Intel. Vi invito ad aprire portabagagli e portelloni e a vedere su quale azienda hi-tech si affidano di più per il cervello dei loro veicoli in via di sviluppo.

Oggi vi mostriamo anche una delle prime circa 40 automobili a guida altamente automatizzata (HAD, Highly Automated Driving) promesse quest’anno da BMW, Intel e Mobileye. Meno di un anno fa, queste tre aziende avevano annunciato l’intenzione di realizzare la produzione in serie di veicoli altamente e completamente autonomi entro il 2021, tramite lo sviluppo di una piattaforma comune. Oggi stiamo dimostrando con successo questa piattaforma e ci stiamo preparando a introdurla sul mercato per altri OEM e fornitori di primo livello, per accelerare i loro programmi. Seguiteci per altre novità su questo fronte.

Secondo: siamo pronti per la sfida dei dati.
L’aspetto più importante nella guida autonoma sono i dati e in particolare: il modo migliore per elaborarli, gestirli, trasferirli, archiviarli, condividerli e apprendere da essi. Dai PC ai data center (con tutte le soluzioni intermedie), nessun prodotto in silicio di nessun’altra azienda ha analizzato, elaborato e trasferito più dati delle soluzioni Intel. Man mano che procediamo sulla strada che porta alle auto autonome, la sfida dei dati diventerà sempre più complessa e richiede nuovi modi di gestire i dati all’interno del veicolo, attraverso la rete e nel cloud.

Per essere certi di disporre della strategia ideale per gestire la sfida dei dati, abbiamo installato il primo dei molti data center pianificati, dedicati alla guida autonoma. Questi laboratori, unici nel loro genere, saranno usati per lo sviluppo di algoritmi, oltre che per comprendere le particolari esigenze dell’infrastruttura per il trasferimento e l’archiviazione dei dati della guida autonoma. I ricercatori implementeranno costantemente i feed di informazioni delle auto di prova Intel in questi data center per allenare le reti neurali e migliorare gli algoritmi di apprendimento automatico. Inoltre, ci stiamo occupando di realizzare laboratori simili in collaborazione con clienti e partner.

Tutto questo mi porta a parlarvi dell’intelligenza artificiale. Padroneggiare l’intelligenza artificiale sia all’interno dell’auto che nei data center sarà essenziale per vincere la sfida dei dati per la guida autonoma. E a questo proposito è importante ricordare che la guida autonoma non è affatto un gioco. Quando le auto “pensano” e agiscono senza l’intervento umano, devono essere in grado di farlo in modo sicuro e affidabile. L’intelligenza artificiale necessaria per rendere possibile tutto ciò non è solo la visione artificiale: pensate alla voce, al processo decisionale, alla personalizzazione e alle preferenze. Ciascuno di questi carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale ha bisogno di un diverso set di algoritmi e probabilmente di un diverso tipo di elaborazione per prestazioni ottimali. Se tutto ciò di cui avevamo bisogno per gestire la sfida dei dati della guida autonoma fosse stato un supercomputer, il nostro compito sarebbe già terminato.

Terzo: abbiamo creato dei settori importanti e lo faremo di nuovo.
L’ho già detto prima d’ora: la guida autonoma avrà la vera accelerazione quando il settore arriverà ad allinearsi su piattaforme e tecnologie comuni. In questo modo, gli sviluppatori potranno procedere rapidamente e in volumi, differenziando le loro soluzioni dal punto di vista software. Come faccio a saperlo? Diamo un’occhiata, ad esempio, ai settori PC e server:

Prima del 1980, il settore dei computer era altamente proprietario, e serviva soprattutto ricercatori, grandi aziende e hobbisti. Questa situazione è cambiata qualche anno più tardi, quando IBM ha costruito il primo personal computer utilizzando principalmente componenti reperibili sul mercato e un sistema operativo in outsourcing. Questi primi PC sono stati la base per un approccio standardizzato al design dei computer, che ha portato a una più rapida evoluzione della tecnologia e a una crescita di 150 volte in due decenni.

Il settore dei data center è simile. Dopo i mainframe sono arrivati microcomputer, in grado di consentire flessibilità e convenienza. Ma è stato l’adattamento alla tecnologia dei PC che ha consentito ai data center di evolversi rapidamente per gestire i dati generati da Internet. IDC ha reso noto che nel 2011 sono stati generati 1,8 zettabyte di dati, e stima che produrremo oltre 40 zettabyte entro il 2020. Solo attraverso soluzioni standardizzate siamo stati in grado di far crescere il settore abbastanza velocemente per tenere il passo con questa crescita.

Il che mi riporta alle auto autonome. Sono in molti gli scettici che ritengono che l’esperienza di Intel nell’abilitare una rapida scalabilità non possa essere replicata nella guida autonoma. Allo stesso tempo, sono in molti nel settore automobilistico a non comprendere quanto sia importante una collaborazione aperta per la differenziazione e l’innovazione. Capisco questo scetticismo, ma i miei anni di esperienza mi hanno insegnato che la tecnologia risolve al meglio i problemi quando è organizzata sulla base di piattaforme comuni e interfacce prevedibili. Senza dubbio, è il modo più rapido di progredire nel nostro viaggio verso la guida autonoma.

Come società, non penso che possiamo permetterci di proseguire con un approccio proprietario. Il costo in termini di tempo, denaro e vite umane è troppo alto. Prima riusciremo a rendere disponibile la tecnologia per la guida autonoma, e a togliere le persone dal posto di guida, prima riusciremo a salvare vite umane. È molto semplice, e altrettanto importante. Sono fiducioso del fatto che Intel non solo riuscirà ad aiutare i nostri partner a portare su strada le auto che si guidano da sole, ma che riusciremo a farlo nel modo più veloce e intelligente possibile.

Doug Davis è Senior Vice President e General Manager dell’Automated Driving Group (ADG) di Intel Corporation.

 

Press Kit: 2017 Autonomous Driving Workshop

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