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Spostare l’attenzione della nostra ricerca sulle esigenze di un mondo che emerge dalla pandemia

Dr. Richard Uhlig is the managing director of Intel Labs. (Credit: Intel Corporation)

Di Rich Uhlig

Stiamo vivendo un passaggio epocale della storia. Una pandemia ha significativamente influito sul modo in cui lavoriamo, entriamo in contatto e ci relazioniamo con le altre persone. Non è esagerato dire che questo periodo porterà con sé conseguenze a lungo termine per le economie, per la collettività, per il modo in cui approcciamo gli investimenti e l’innovazione in campo tecnologico. Momenti come questi ci invitano a focalizzare ancor di più le nostre priorità verso le innovazioni che oggi sono più importanti, attraverso il lavoro negli Intel Labs, con oltre 700 ricercatori e competenze multidisciplinari.

Intel ha recentemente annunciato i propri obiettivi di impatto globale per il 2030, evidenziando l’urgente necessità di creare maggiori opportunità per le persone attraverso la tecnologia e tramite iniziative di digital readiness. Le possibilità di attuare trasformazioni sociali a livello globale grazie al contributo della ricerca tecnologica non sono mai state più grandi.

Mentre la tecnologia ha avuto un’importante funzione di collante fra le persone, in questo periodo, l’esperienza è stata ben lungi dall’essere perfetta, mostrando diseguaglianze ed evidenziando nuove sfide. Secondo il World Economic Forum, la didattica ha subito contraccolpi per oltre un miliardo di studenti in tutto il mondo. Organizzazioni come ACLU hanno inoltre espresso preoccupazioni circa l’abuso di dati e violazioni della privacy associate a iniziative come quelle di tracciamento dei contatti – pur necessarie – messe in atto durante la pandemia.

Gli Intel Labs sono da tempo concentrati sull’affrontare le barriere e colli di bottiglia associate al trasferimento, all’elaborazione e alla sicurezza dei dati in diverse aree: dal computing neuromorfico, probabilistico, anticipatorio e quantico, alla memoria, l’edge computing e il 5G. Prestiamo inoltre particolare attenzione alle diseguaglianze tecnologiche messe in evidenza dalla pandemia, su cui in realtà lavoriamo da tempo, concentrandoci su nuovi percorsi verso cui indirizzare la ricerca. Di seguito, alcune aree di attenzione.

Potenziare l’esperienza del lavoro virtuale: Stiamo lavorando su tecnologie di telepresenza immersiva in grado di supportare interazioni realistiche che aiutano a combattere l’affaticamento da lavoro virtuale che molte persone provano a causa di contatti virtuali prolungati. Queste tecnologie integrano nelle soluzioni di video-streaming già esistenti, flussi video provenienti da molteplici videocamere, unendoli insieme per creare un’interazione simile a quella che si avrebbe in presenza, sia per le chat video che per i contenuti online in streaming. Dalla nostra ricerca etnografica sappiamo che le persone utilizzano linguaggio non verbale come sguardo, gesti, postura, inflessione, e altri segni per stabilire il contesto di un’interazione efficace. Stiamo dunque esplorando i modi con cui ridurre i punti di attrito e alleviare il carico cognitivo stabilendo interazioni immersive attraverso tecnologie di camera array, acustica computazionale e comprensione semantica dei segnali multimodali.

Rivedere la didattica da remoto: quando la pandemia ha reso necessaria la didattica da remoto, gli educatori hanno dovuto affrontare sfide del tutto nuove nel valutare e mantenere il coinvolgimento degli studenti. Per gli studenti più grandi abbiamo esplorato la possibilità di integrare nuove tecnologie di valutazione del coinvolgimento all’interno delle piattaforme di apprendimento, consentendo agli insegnanti di personalizzare l’esperienza di apprendimento, particolarmente nel caso della didattica asincrona. Per i più piccoli (fino al secondo anno della scuola primaria), abbiamo osservato uno scarso interesse per le attività e le interazioni che avvengono su schermo. Le ricerche in tema di ambient computing che abbiamo condotto si concentrano sulla creazione di esperienze coinvolgenti e immersive, che consentono interazioni fisiche con gli oggetti, assieme a un agente animato proiettato che è consapevole dell’ambiente fisico ed è in grado di comprendere le attività, le inflessioni vocali e i gesti degli studenti, rispondendo a tono. Attualmente ci stiamo concentrando sull’apprendimento della matematica, che si presta bene a interazioni fisiche che prevedono la manipolazione.

Tecnologie a tutela della privacy: con un utilizzo sempre più esteso dell’intelligenza artificiale (AI) nello studio dei dati sanitari dei pazienti e della popolazione in generale, sarà fondamentale facilitare la condivisione dei dati dai diversi repository senza violare la privacy, ma riuscendo a trarre informazioni utili per la ricerca condotta dalle comunità mediche e scientifiche. Abbiamo recentemente condiviso il lavoro che abbiamo svolto con l’Università della Pennsylvania e altri 29 istituti di ricerca sull’apprendimento federato (federated learning) per la diagnosi precoce dei tumori al cervello. Stiamo inoltre valutando con maggiore attenzione la possibilità di utilizzare le tecnologie Intel® Software Guard Extensions (Intel® SGX) in una nuova classe di applicazioni per il contact tracing (tracciamento dei contatti) che rispettano la privacy utilizzando metodi basati sulla posizione e la rilevazione della prossimità.

Monitoraggio degli agenti patogeni: quando emerge un agente patogeno come il SARS-CoV-2, tecniche quali il sequenziamento del genoma sono utilizzate per creare campioni su cui effettuare riscontri con microbi noti in modo da identificare la natura dell’agente stesso e tenere traccia delle sue mutazioni. Sorvegliare queste mutazioni a livello globale consente agli scienziati di tenere traccia della diffusione del patogeno e di comprendere meglio il profilo di rischio a esso associato. Tuttavia, la crescita esponenziale dei database che tracciano gli agenti patogeni, unita a milioni di comparazioni necessarie per ciascun campione, rappresenta una sfida alla nostra capacità di effettuare un monitoraggio tempestivo ed efficace. Stiamo valutando nuovi approcci che prevedono l’utilizzo della tecnologia Intel® Optane™ per accelerare la ricerca delle similitudini di DNA/RNA per mezzo di nuovi algoritmi ispirati alla biologia, progettati in congiunzione con l’hardware in modo da recuperare le informazioni dai database con maggiore efficienza. Il risultato sono comparazioni più rapide ed efficaci per milioni di genomi, ottenendo risultati che possono aiutare ad affrontare il covid-19 e altre, possibili future pandemie.

In quanto ricercatori abbiamo una chiara visione delle possibilità che ha l’innovazione tecnologica di guidare la trasformazione quando sono in atto cambiamenti sociali epocali. Questo rinforza la nostra mission di cercare nuovi avanzamenti, di affrontare le sfide legate alla gestione dei dati e di impostare il nostro lavoro in modo che abbia il più grande effetto positivo possibile sulla società.

Informazioni su Intel

Intel (Nasdaq: INTC) è un’azienda leader di settore che crea tecnologia in grado di cambiare il mondo, rendendo possibile il progresso globale e arricchendo la vita delle persone. Lavora costantemente, ispirata dalla Legge di Moore, per portare avanzamenti nella progettazione e nella produzione di semiconduttori che aiutano i clienti ad affrontare le loro più grandi sfide. Intel sprigiona la potenza dei dati per trasformare in meglio le imprese e la società, integrando intelligenza nel cloud, nella rete, nell’edge e in ogni tipologia di dispositivo informatico. Per sapere di più sulle innovazioni di Intel, è possibile visitare i siti web newsroom.intel.it e intel.it.

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