Indagine Intel: Come si Rinnova, Grazie alla Tecnologia, la Grande Passione degli Italiani per la TV

  • La TV è oggi al  centro di una nuova socialità via Web: commenti in diretta e gossip via  social network, chat e smartphone sono all’ordine del giorno
  • Intelligente, 3D, comandabile con parole e gesti. Ecco come la vorrebbero gli italiani
  • Digitale terreste: buona la qualità delle trasmissioni, ma le funzioni interattive non convincono


ASSAGO (MILANO), 2 settembre 2010 – Oltre mezzo secolo di storia sulle spalle, eppure la televisione si  riconferma la vera grande passione degli italiani, tanto che ancora oggi  uno spettatore su tre (solo uno su cinque in media nel resto d’Europa)  sarebbe disposto a rinunciare ai propri impegni sociali pur di non  perdersi l’ultima puntata del proprio programma preferito. La conferma  viene da una recentissima indagine Intel[i] condotta da RedShift  Research, secondo la quale il piccolo schermo rappresenta tuttora  un’esperienza fondamentale di aggregazione sociale, visto che  raccogliersi attorno all’apparecchio televisivo con amici e familiari  rimane un passatempo molto amato dal 74% degli intervistati.

TV e social network, poli che si attraggono
Non tutto è però più come un tempo. Nell’era di Internet e dei social  network, quasi un italiano su tre davanti allo schermo si ritrova a  utilizzare anche altri gadget tecnologici, coerentemente con i trend  sociali che vedono gli abitanti del Bel Paese sempre più ricettivi alle  novità hi-tech. In particolare, il 29% dei telespettatori, mentre guarda  la TV, si trova a utilizzare un portatile o un iPad, il 26% un computer  desktop, il 38% il proprio telefonino, il 14% si rifugia nelle funzioni  multimediali degli smartphone di ultima generazione. L’obiettivo spesso  è il medesimo: non perdere contatto con le proprie “identità digitali”,  magari anche solo per commentare online, in tempo reale, proprio i  programmi che si stanno guardando. Si conferma e rafforza, dunque, la  vecchia abitudine dello spettegolare sui programmi televisivi,  proiettata però direttamente nel XXI secolo.

Allargando lo sguardo alla popolazione europea, la ricerca attesta come  il 42% degli intervistati nella fascia d’età compresa tra 18 e 24 anni  usi la messaggistica istantanea (IM) per scambiare opinioni sui  programmi televisivi, mentre più di un terzo (il 35%) posti abitualmente  commenti sui siti di social network. Anche la cosiddetta “Generazione  X”, la fascia compresa tra i 30 e i 55 anni, si sta affacciando sulla  scena: il 20% della popolazione adulta usa l’IM e il 16% i siti di  social network. Ad ulteriore conferma di ciò, il 22% si è dichiarato  desideroso di poter consigliare i programmi agli amici in modo più  facile e veloce direttamente dallo schermo della TV.

Secondo Carmine Stragapede, Regional Business Manager di Intel per l’Italia e la Svizzera,  “la televisione continua a essere uno straordinario aggregatore  sociale; solo che oggi, a differenza del recente passato, le persone vi  si radunano attorno virtualmente, dialogando e commentando le  trasmissioni direttamente sui siti di social network. I recenti Mondiali  di calcio sono stati il primo esempio di questo fenomeno su larga  scala, con un elevatissimo numero di utenti di Facebook e Twitter che  hanno scambiato commenti ed espresso opinioni in libertà sugli eventi in  corso”.

I desideri degli italiani: dalla “TV intelligente” al 3D
Guardando al futuro, gli italiani sembrano avere bene in mente cosa si  aspettano dagli apparecchi televisivi che verranno. Al primo posto tra i  loro desideri spunta la “TV intelligente”, sulla scia degli smartphone  di ultima generazione che hanno già conquistato milioni di consumatori  lungo tutta la penisola. Uno strumento non solo in grado di offrire  sempre più funzioni multimediali, ma soprattutto di interpretare in  autonomia esigenze ed abitudini degli utenti e, in un domani non troppo  lontano, di arrivare addirittura a fare tutto il lavoro per conto del  telespettatore, a cui non rimarrebbe altro che rilassarsi.

La prima vera funzione di questa “TV del futuro” dovrebbe essere quella  di semplificare la scelta dei contenuti. Infatti, addirittura un  telespettatore su due (ben il 55%, contro una soglia europea del 46%)  sperimenta spesso la difficoltà di trovare nella programmazione ciò che  desidera veramente guardare, proprio mentre il numero di canali è in  continua crescita. L’eccesso di offerta risulta in molti casi  disorientante e va a finire così che la stragrande maggioranza delle  persone (l’86%) rimane incollata allo stesso, esiguo numero di canali.

La TV intelligente stravolgerà questo meccanismo, generando una sorta di  palinsesto TV a misura di utente e consentendo la visione di qualsiasi  tipo di contenuto sul proprio apparecchio televisivo: dai programmi  tradizionali ai video in streaming su Internet, fino ai film archiviati  sul PC; il 38% dei telespettatori italiani dichiara che accoglierebbe  questa innovazione tecnologica a braccia aperte. Nel frattempo, il 37%  si attrezza come può, collegando all’occorrenza computer e smartphone  allo schermo della TV: il 70% di essi lo fa ancora oggi per mostrare  soprattutto fotografie ad amici e familiari, mentre il 57% semplicemente  desidera guardare i film scaricati da Internet.

Il 70% degli intervistati, infine, vorrebbe che la televisione fosse in  grado di consigliare programmi in base a ciò che viene visto  abitualmente, sull’esempio dei siti Web che suggeriscono libri o musica  secondo gli acquisti già effettuati; il 68% che recuperi gli spettacoli  preferiti già andati in onda.

Tra i principali sogni domestici degli italiani si ritrova poi anche una  tecnologia già a portata di mano – ma, ad oggi, non di tutte le tasche –  ovvero la TV 3D: quasi il 60% degli intervistati aspetta con  trepidazione di poter finalmente avere in casa un modello dotato di tale  funzionalità, contro una media europea del 46%.

Per una TV sempre più vicina ai nostri desideri, anche l’interfaccia  gioca un ruolo fondamentale: il 46% degli italiani spera infatti di  poter, prima o poi, impartire i comandi al televisore utilizzando  soltanto la propria voce; il 34% si “accontenterebbe” di farlo con i  gesti delle mani.

Infine, una delle innovazioni più recenti, la TV digitale sui cellulari,  sembra non riscuotere ancora l’adeguato successo: solo il 2% degli  intervistati l’hanno finora utilizzata.

Digitale terrestre, bello ma con poca interazione
Il 74% degli intervistati riconosce il salto di qualità delle  trasmissioni rispetto all’analogico. Il 64% però vorrebbe avere la  possibilità di fare di più col proprio telecomando, mentre al momento ne  utilizza solo le funzioni basilari. I comandi “avanzati” del digitale  terrestre per molti non rappresentano uno stimolo adeguato, anzi sono  ritenuti inutili dal 51% degli spettatori.


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[i] Informazioni sull’indagine
Questa indagine indipendente è stata condotta nell’agosto 2010 da  RedShift Research, per conto di Intel, mediante un questionario online.  Gli intervistati sono rappresentativi, a livello nazionale, della  popolazione adulta. La suddivisione dei 7.012 intervistati per regione è  la seguente: Francia (1.007), Germania (994), Italia (1.002), Paesi  Bassi (994), Spagna (1.000), Svezia (1.002) e Regno Unito (1.002).

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