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Italia prima in Europa per donne interessate agli esport

Uno studio di Intel e Nielsen analizza e smentisce alcuni luoghi comuni sul gaming e gli esport in Italia, spiegando come sta cambiando questo mercato

The world’s best esports teams converged on Katowice, Poland, for Intel Extreme Masters on Feb. 27 to March 3, 2019. The 2019 Winter Major, sponsored by Intel and ESL, played out before tens of thousands of fans in the arena and millions of internet viewers. (Credit: ESL/Damian Shaw)

Gli appassionati di esport (o e-sport) in Italia costituiscono una community eterogenea, aperta alla diversità di genere e all’inclusione. Questo è il trend generale che emerge dal report “Gaming e Esport in Italia” realizzato da Nielsen Sports & Entertainment per Intel.

Gli esport non sono solo per uomini

Contrariamente alla rappresentazione che spesso viene restituita dal luogo comune, il mondo delle competizioni videoludiche non è una passione tutta al maschile. A livello europeo, l’Italia risulta essere il Paese con la percentuale più alta di donne interessate agli esport (43%). Seguono la Spagna con il 41% e il Regno Unito con il 33%.

Gli esport non sono una disciplina prettamente maschile. Anzi, gli esport hanno l’opportunità di appianare la distanza di genere più di molti altri sport. Esistono già da anni competizioni per team femminili, come l’Intel Challenge agli Intel Extreme Masters World Championship di Katowice, in Polonia. Iniziative come questa forniscono una piattaforma per incoraggiare la partecipazione femminile in contesti agonistici. Il persorso da fare è ancora lungo, ma già oggi, in Italia, registriamo un pubblico femminile attivo e ricettivo, come i dati raccolti dalla ricerca dimostrano”, commenta Amy Signorini, Pan-European Account Director e Co-Lead Diversity & Inclusion nel Sales and Marketing Group di Intel.

La maggior parte dei team impegnati negli esport è maschile, ma la maggioranza dei rispondenti appassionati di gaming e esport affermano che preferirebbero team misti. Una preferenza espressa non solo da parte delle donne ma anche degli uomini. Difatti, a preferire team misti quando si gioca a un videogame non è solo una maggioranza femminile di esport fan (48%), ma anche una buona fetta maschile di appassionati (40%). Restano indifferenti invece rispettivamente il 35% e il 39%. Basse invece le preferenze verso i team unisex, con il 17% e 21% delle preferenze.

Preferita la diversità di genere anche nei personaggi dei giochi

La varietà di genere è anche una delle caratteristiche più apprezzate, sia dagli uomini che dalle donne, per i protagonisti dei videogiochi. Oltre il 50% degli appassionati dichiara infatti di giocare più volentieri a un titolo se i personaggi sono misti, con un picco delle preferenze del 64% tra le donne appassionate di esport, che tuttavia non è così distante dal 54% delle preferenze maschili. Il resto degli intervistati si dichiara in maggior parte indifferente (41% dei gamer e 35% degli e-sport fan).

Si potrebbe ritenere che l’identificazione con l’eroe del videogame avvenga più facilmente se il protagonista è dello stesso genere di chi gioca. I dati della ricerca riferiscono che ciò non è vero per la maggioranza degli intervistati. Si registra, difatti, una marcata capacità di identificarsi nell’eroe di un videogame anche quando è del sesso opposto, con valori alti sia per gli esport fan maschi (72%), sia per le fan donna (84%).

Emerge, inoltre, che i personaggi femminili siano preferibili se dotati di un carattere forte: è vero per l’80% dei gamer. Tuttavia, è presente anche una diffusa richiesta (più del 60%) di eroine dotate di maggiori sentimenti ed emozioni.

La bellezza della storia e l’atmosfera vincono su distruttività e accesa competizione

Un altro stereotipo che viene smentito dalla ricerca di Nielsen e Intel riguarda le attitudini dei giocatori. Generalmente si può pensare che gli uomini siano più attratti dai giochi di distruzione e competitivi, mentre le donne giocatrici siano attratte perlopiù dalla competizione. In realtà i dati dimostrano che l’aspetto più importante in un videogioco, sia per i gamer uomini che per le donne, è la bellezza della storia narrata (63% delle preferenze). Al secondo posto troviamo l’atmosfera ricreata dal videogioco, con il 62%. La capacità distruttiva appare poco importante anche tra i gamer maschi, con preferenze che si fermano al 17%. Ci si aspetta dunque da un videogame di poter vivere una storia, e di parteciparvi, e non di dare sfoggio di capacità virtuali di distruzione e sopraffazione. Dunque, l’agonismo e le dinamiche di scontro in gioco avvengono nel contesto di una storia e di una ambientazione rappresentata, che ha la priorità per chi gioca.

Gli esport sono una passione sociale

Tra gli sport, gli e-sport sono quelli che registrano la maggiore crescita di interesse da parte degli spettatori, con un aumento del 28% solo nell’ultimo anno.

La modalità di fruizione dello spettacolo esportivo avviene attraverso canali telematici, piattaforme di streaming video, in Italia prevalentemente YouTube (73%). Nella metà dei casi lo spettatore li segue da solo (50%), ma una buona parte, il 40%, dichiara di preferire organizzarsi per seguire le competizioni in compagnia. Il restante 10% li segue da solo ma chattando con amici.

Fra le ragioni che spingono un appassionato a dedicarsi agli esport, il 24% degli uomini ha risposto che lo fa per guardare i migliori giocatori, mentre il 21% delle donne lo fa per divertirsi con altri amici a cui piacciono gli esport.

I gamer amano sport e alimentazione sana

Altro luogo comune che non viene confermato è quello secondo cui il gamer sia più propenso ad uno stile di vita sedentario e poco equilibrato. In realtà dalla ricerca risulta che l’82% dei fan di esport pratica attività sportiva e per il 91% di loro è importante o molto importante seguire un’alimentazione sana ed equilibrata.

Una community ampia ed eterogenea

Infine, i videogiochi risultano unire non solo persone di sesso diversi ma anche con interessi e attitudini diverse. Se ad esempio si guarda alle materie scolastiche preferite degli appassionati, al primo posto troviamo la tecnologia con il 47% delle preferenze, seguono le scienze (44%) e le materie umanistiche (40%). Inoltre, gli esport non sono solo un mondo per studenti. A questa categoria appartengono infatti il 24% dei rispondenti, mentre il 21% è un lavoratore subordinato e il 19% è un professionista.

“È interessante notare come attorno agli esport ruotino interessi verso discipline che risultano centrali per il mercato del lavoro del futuro, in particolare la tecnologia e le scienze, sia da parte degli uomini che delle donne”, spiega Tommaso Mattei, Consulting & Research Leader di Nielsen Sport & Entertainment South Europe. “L’innovazione tecnologia è alla base degli esport, consente l’aumento delle performance e il miglioramento delle esperienze di gioco. Ma altamente tecnogica è la piattaforma con cui i gamer giocano, acquisiscono familiarità, e su cui sviluppano creatività e pensiero strategico. Questo spinge molti giovani appassionati ad interessarsi alla tecnologia, oltre che ai videogiochi in sé”.

Oltre metà dei gamer gioca su PC

Il PC è tra le piattaforme più utlilizzate nel gaming, dal 51% dei gamer e il 58% degli esport fan. Fra questi, il 57% preferisce un computer mainstream, mentre il 25% preferisce un PC da gaming, ossia un PC con un design dedicato e progettato per massimizzare le capacità di gioco. La maggior parte dei videogiocatori gioca su più di una piattaforma (console, mobile, PC, l’una non esclude l’altra).

“Il PC è la più potente piattaforma per il gaming. È il campo da gioco per eccellenza dove i gamer si sfidano in contesti competitivi professionali, per cui è importante che offra le migliori prestazioni per dar vita a match spettacolari. Come in ogni sport, la strumentazione è molto importante, per questo Intel fornisce i suoi processori ai principali tornei del mondo, garantendo ai videogiocatori di giocare ai massimi livelli, e continua a portare avanti l’innovazione”, conclude Amy Signorini.

 

*Nota metodologica: la ricerca è stata condotta attraverso interviste online (CAWI), condotte in Italia, su un campione rappresentativo della popolazione di 1250 persone. Di questi 1025 sono gamer, fra cui 706 sono anche e-sport fan.

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